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MARCO

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Marco ha 36 anni, lavora in Ricicletta da tre anni e mezzo, dopo uno stage presso l’associazione Nuovamente. «Ricavo grande soddisfazione nell’operazione di recupero di vecchie biciclette: so che non è un’ attività dai grandi guadagni, che forse potrò avere qualche problema qualora un giorno decidessi di lasciare la famiglia per vivere in autonomia, ma per ora non ci penso troppo».

I genitori gli sono accanto per qualunque necessità e al resto non vuole pensare ossessivamente: sarà il tempo ad aiutarlo a maturare le sue decisioni. Intanto, fra le sue mani, le due ruote di cui si prende cura, una ad una, riprendono vita e smalto, abbandonano la loro patina di ruggine, scordano cigolii e rumor di ferraglia e prendono il volo, verso un domani finalmente più scorrevole.

CLARA

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Clara ha 31 anni ed è in Ricicletta da due e mezzo. Non ha l’aria del maschiaccio, ed infatti si occupa più del front-office e dell’aspetto commerciale, che delle riparazioni vere e proprie. Mi parla della frequente necessità di allestire dei veri e propri pacchetti di due ruote su ordinazione di alberghi e ditte, restaurando cicli ancora in discrete condizioni d’uso per riportarli alla necessaria affidabilità, consentendo di concederli a noleggio o in uso gratuito agli utenti. Tinteggiate con i colori richiesti e dotate di contrassegni identificativi, le bici tornate a nuovo splendore porteranno gruppi di turisti alla scoperta delle bellezze cittadine.

Non vuole spingersi fino a dare alla bicicletta un valore simbolico e filosofico ma non ci si allontana molto.

«Per me, come dire, la bici è un modo di vivere, di vedere le cose con più calma e senza rumore, in sintonia con l’anima della città. Ed è bello recuperare quelle più vissute e dar loro un nuovo senso, una nuova vita…»

Non sarà filosofia, ma poco ci manca…

ALESSANDRO

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Anni 37, da Portomaggiore, detto Ale, ha connotati fini da ragazzo maturo e saggio: è stato educatore immerso in contesti sociali di grande difficoltà, e se da un lato l’ esperienza lo ha preparato contro le avversità della vita, dall’altro ha finito per provarlo fisicamente e psicologicamente. In cerca di un approdo tranquillo che tuttavia conservasse una finalità nobile, o perlomeno socialmente utile, è giunto a Ricicletta consapevole che qui avrebbe trovato una occupazione impegnativa, ma gratificante. «E’ stata ed è una sorta di bike therapy, che ha fatto bene a me e sento che può giovare a molti. Una terapia di formazione del carattere, di ricerca di ritmi più umani e blandi, di sentimenti e sensazioni a cui va lasciato il tempo di sedimentarsi con ordine. Lavorare qui ti fa sentire in pace con te stesso e con gli altri, semplicemente. E’ lavoro, ma anche piacere, impegno e passione che si rinnova e dà forza e significato a ciò che si fa insieme.»

DAVIDE

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Un robusto “giovanotto“ di 41 anni, ben piantato e con un filo di barba: tanto tempo fa aveva un’ osteria, e avrebbe ancora il look dell’oste, ma per necessità della Cooperativa è entrato al Germoglio e lavora all’officine della RiCicletta: la bici è il suo lavoro e anche la sua passione, sia come ciclista, sia come meccanico.

Vive con la compagna, e quando incautamente gli domando delle sue passioni, credendo di risolvere la cosa in due righe, comincia a parlare di modellismo navale e di auto modelli dinamici. Gli piace la montagna, sia percorsa sui ripidi tornanti con una delle sue tante moto, specialmente se un po’ vissute e personalmente restaurate, sia un passo dopo l’ altro facendo trekking in cerca dei paesaggi che più ama e che gli fanno spalancare gli occhi e il cuore. E poi gli piace ascoltare musica, e poi, e poi…lo fermo: “e leggere ti piace?” Mi confessa di no.

E meno male…altrimenti i due minuti che aveva promesso di concedermi sarebbero diventati almeno una mezz’ oretta, e lui, di tempo da perdere non ne ha…

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